Missione

Il nome di questo blog prende ispirazione dal "libro della guarigione" di Avicenna, che si poneva come opera enciclopedica illuminante per risvegliare le anime che barcollavano nell'oblio della propria ignoranza. Ahimè si trattava di un problema che non è mai morto, anzi è più vivo che mai. Si nota sempre più fortemente che la società in cui viviamo, è una società narcisista che ha perso contatto con se stessa e che si trova a vivere nelle tenebri della propria oscurità. 

Uno potrebbe essere contrario dicendo che se fosse così, non saremmo la società tecnologicamente avanzata che siamo diventati oggi. Il mio commento a riguardo è che una società che avanza grazie alle idee geniali di alcuni suoi membri non fa di essa una società progredita. "Diamo a Cesare quel che di Cesare". Ebbene, tali luminari hanno certamente hanno lasciato un'eredità immane all'umanità, ma se consideriamo che chi lo sa, ci rendiamo conto che infondo pochi sanno cosa hanno davvero lasciato. La mediocrità pensa di essere progredita ma non si rende conto che essa è solo fortunata di vivere nel progresso culturale. Se prendiamo il pensiero filosofico medio, vedremo che esso è ancorato ad un indottrinamento teologico dogmatico, senza se e senza ma. Non sono il primo a dirlo, ma la nostra società è malata d'ignoranza collettiva e necessita un risveglio. 

Però come si fa a pensare d'illuminare l’oscurità dell’ignoranza se essa non ha mai conosciuto la luce? Come fa l’ignorante a voler imparare, se esso è il primo che non vuole farlo che presume già di sapere? Come si fa a fargli capire che il suo sapere è illusorio, se egli è pieno di pregiudizi? Mettersi in mente di divulgare sapere nella speranza d'illuminare chi è in cerca di sapere, non aiuta sicuramente la causa. L’ignorante non cerca la conoscenza poiché colui che lo fa è il saggio. Come disse Socrate: “il saggio è colui che sa di non sapere”. L‘ignorante pretende di sapere e non accetta il confronto sulla verità. Egli, infondo, è come Narciso, un arrogante pieno di sé. Egli non ama nessuno, ma soltanto se stesso al punto da risulta fatale. Nel mito, Narciso, si inflisse con la sua stessa spada, quando vide la sua immagine riflessa nell’acqua del lago, un’immagine che non potette ottenere dopo esserne perdutamente innamorato. Addirittura, quando sua madre si consultò con l’indovino Tiresia, egli predisse che se Narciso non avesse mai conosciuto se stesso, sarebbe morto di vecchiaia. È curiosa la metafora, come per dire, fin quando l’ignorante vive senza rendersene conto dell’ignoranza in cui vive, egli avrà una morte lenta, mentre soltanto se si renderà conto della sua inconsapevolezza, avrà una morte più veloce. Qui la morte sta a testimoniare la salvezza dall’anima. Soltanto quando morirà dalla propria ignoranza, Narciso e chiunque come lui prenderà coscienza della menzogna in cui ha sempre vissuto. Così, questo vuol dire che solamente quando si riflette l’ignoranza in faccia a chi ignora, avviene la morte e la rinascita dell’anima. 

Oggi l'anima di ognuno di noi è talmente confusa, che viene repressa dal pensiero collettivo. Questo si traduce in una crisi esistenziale lungo il percorso della vita e come risultato questo porta ad esperienze traumatiche che affliggono e impediscono la nostra crescita personale causando disturbi psicologici. Perciò mi sono posto di rinfacciare la contraddizione dell'ignoranza ai suoi detrattori in modo da insegnarli come conoscere se stessi e guarirsi dalla propria ignoranza. 

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