Metafisica della cura...
Una cosa che mi affascina tanto è il concetto metafisico della definizione della cosa in sé. Come dice Kant, la cosa in sé é ciò che una cosa è indipendentemente dal soggetto e dalle forme a priore che egli riconosce di essa. Per esempio, la vera natura di una pietra è completamente sconosciuta perché ciò che riconosciamo in essa non è necessariamente ciò é in realtà. Come la vediamo a terra non è come la vedono le formiche. Di conseguenza, ciò che è una cosa potrebbe essere completamente un’altra per altri soggetti. Così ogni cosa ha in sé una causa prima implicita ed impercettibile rappresentata dal noumeno e un effetto esplicito percettibile che è il fenomeno. La relazione tra di essi descriverà la causa-effetto. Si tratta però di un processo antitetico, dialettico tra materia ed antimateria. Un concetto completamente in linea con le attuali leggi della fisica, nel mondo c'è tanto di antimateria che se non ci fosse un minimo in più di materia nulla esisterebbe realmente.
Le interazioni tra le cose, tra causa di sé ed effetto in sé, sono alla base della realtà e di tutte le discipline mediche che studiano le relazioni naturali, come quelli tra salute e malattia, tra il bene e il male, la vita e la morte, al fin di trovar la vera panacea. In fondo, la vita e la morte generano se stessi l'uno l'altro, senza morte non c'è vita e senza vita non c'è morte. In pratica sono entrambe fatte dalla stessa sostanza, ma hanno due forme diverse. Cosi, l’essere umano ha diverse forme d'esistenza, sano o ammalato, vivente o morente, ma il corpo è sempre quello.
Se il male è già nell'uomo, egli è il custode del proprio bene. La cura del male quindi può avvenire secondo due principi: Il primo sfrutta la reattività del bene nell'essere e il secondo agisce sopprimendo il male. La differenza tra gli approcci è che il primo cerca di guarire facendo leva sulla rafforzamento del corpo a reagire contro una stato di malattia, ma il suo problema che è un processo lento e deve essere molto accurato. Nel secondo metodo si deve agire sul male e non interviene mai sul bene, però, spesso in quest'approccio le medicine, nonostante l'efficacia immediata risulta a lungo andare patologica.
La guarigione fisica quindi non può che venire che dalla sollecitazione del bene per mezzo di un agente contrario “maleficente” come un veleno. Una medicina dovrebbe quindi essere in grado di provocare "danno" relativo per potere stimolare la reattività del corpo a risanarsi. Il problema che questa nel malato è fallace perché la forza vitale è indebolita di sé da poter far fronte ad una causa patologica predominante. Così, somministrando in un sano, che si presume di avere una energia vitale adeguata, ciò che evoca una sintomatologia simile in un malato, si avrebbe un agente causale simile, ma controllabile. Di conseguenza per stimolare la forza vitale, bisogna tipo nutrirla e allenarla a reagire partendo da dosaggi minimi, infinetisimali e poi salendo fino a quando si diventa tolleranti agli effetti devitalizzanti, tossici come accade nella pratica del mitridatismo e nello sviluppo della farmacoresistenza. Così questo meccanismo di difesa diventa una arma da sfruttare contro una sintomatologia simile stimolata da un agente causale simile. In altre parole, possiamo curare i malati somministrandogli dosi minime ciò che evoca nei sani una sintomatologia simile e poi progressivamente aumentandogli il dosaggio fino a quando la forza vitale viene di riflesso ripristinata del tutto e con se lo stato di salute della persona. L’arte della guarigione medica dovrebbe quindi seguire il principio del simile che cura il simile come quello utilizzato in omeopatia.
L'omeopatia non investiga nelle cause delle malattie, ma piùttosto nelle sostanze presenti in natura che possono evocare effetti simili a delle patologie. Bisogna precisare però che in questa disciplina, la malattia non è soltanto una raggruppamento sintomatico riduttivo come lo è nella medicina convenzionale, ma piuttosto un quadro clinico che tiene conto dell'intero essere storico psicofisico. La malattia non è un insieme di sintomi causati da vecchie malattie, ma la malattia recente e vecchia fanno parte della stessa cosa. Per questo motivo, i diversi stati d'essere dei malati vengono identificati con il nome degli estratti omeopatici in modo da poter preparare un rimedio dalla stessa risonanza.
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